Il servicer Fire di Bommarito chiude il 2019 con masse sopra 20 mld di euro e punta al business della gestione dei crediti non ancora deteriorati, ma quasi

Il servicer messinese Fire ha chiuso il 2019 con masse sopra i 20 miliardi di euro e un fatturato di oltre 48 milioni. Sempre lo scorso anno l’azienda è entrata nel mercato delle cartolarizzazioni con Gacs: Fire, infatti in qualità di special servicerha partecipato insieme a Prelios all’operazione POP NPL’s 2019 da 826,7 milioni di euro, attraverso la quale 12 banche socie della Luigi Luzzatti, di cui 8 popolari, hanno ceduto le proprie sofferenze nel dicembre scorso. In particolare, Fire ha lavorato anche al fianco di Banca Popolare di Ragusa nell’operazione, organizzando il portafoglio da cedere e stimando i tempi di recupero.

L’ingresso nel mercato delle Gacs ci consente di operare da player affermato in un ambito destinato ad avere un grande rilievo, e rappresenta un importante riconoscimento della capacità di Fire nel gestire il credito retail e small business, secured e unsecured”, ha sottolineato ieri alla stampa Alberto Vigorelli, Group ceo di Fire.

La società fondata da Sergio Bommarito punta ora a passare dalla gestione delle sofferenze e degli small ticket a quella degli  early warning, ossia le fasi iniziali del deterioramento dei crediti. Infatti, se gestiti in tempi brevi, i crediti sono più facilmente recuperabili. Se le banche ci pensano troppo tardi, aumenta invece il rischio di default e quindi di perdite su crediti. Gli istituti di credito a oggi si sono organizzati per la gestione delle sofferenze, ma meno per quella dei crediti in via di deterioramento, soprattutto le più piccole. Fire vuole proporsi loro come partner in outsourcing per la gestione delle posizioni in via di deterioramento, con un approccio di risoluzione dei problemi del debitore, ha spiegato Vigorelli. In termini numerici, i crediti in via di deterioramento in Italia costituiscono per Fire un mercato da 70 miliardi di euro. La società è aperta anche a collaborazioni con altri servicer per aiutarli a gestire crediti e valuta anche altre proposte come come quotazioni, inserimento di fondi di private equity o altri soci nel capitale. Maggiori dettagli sugli obiettivi di crescita di Fire saranno resi noti nel febbraio 2020, in occasione del piano industriale 2020-2023.

Fire opera nel settore della gestione del credito dal 1992. Conta 1.000 risorse in Italia, prevalentemente a Messina, e altri 500 addetti al customer center in Romania. Nel novembre 2018 ha condotto la sua prima significativa acquisizione di crediti in sofferenza su un portafoglio da 13,1 milioni di euro di Npl unsecured da Banca Sant’Angelo , cui è seguita nel dicembre 2018 l’acquisizione di parte del portafoglio da 704 milioni di euro che comprende conti correnti, leasing e mutui, appartenente al più ampio portafoglio da 2,2 miliardi di euro del Progetto Merlino, messo sul mercato da Mps. Il resto del portafoglio è stato invece acquistato da Credito Fondiario . Nel febbraio 2019 Fire ha infine comprato da Cassa di Risparmio di Savigliano un portafoglio di crediti in sofferenza secured, nell’ambito della operazione Langhe.

Nel giugno 2019 FB5 Investments srl, la holding con cui Sergio Bommarito controlla il servicer di credito messinese Fire Group spa, ha comprato una partecipazione di minoranza nel capitale di Wiserfunding Ltd, società fintech con sede a Londra, specializzata nella valutazione del rischio di credito delle pmi, cofondata da Edward Altman, l’economista statunitense inventore del noto Z-Score, il primo modello di valutazione standardizzata del merito creditizio aziendale.

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