L’ECONOMIA IN SICILIA OLTRE L’EMERGENZA SANITARIA, RIPARTENZA DI SISTEMA

Articolo di Milano Finanza

di Carlo Lo Re

A confronto Sergio Bommarito (Fire Group) e Paolo Pandolfi (Mps). Offrire soluzioni nuove e attenzione al gap infrastrutturale del Sud. Dal Monte dei Paschi un plafond da 5 miliardi attraverso misure straordinarie

Nona puntata del viaggio di Milano Finanza Sicilia nell’ economia regionale in tempi di Covid-19. Proseguono le interviste agli esperti su come superare l’emergenza e fare rinascere la produzione in regione dopo la crisi improvvisa dovuta alla pandemia che ha radicalmente mutato la quotidianità nell’intero pianeta.

Tre le domande per i partecipanti al confronto: le misure possibili a sostegno delle imprese oggi fortemente penalizzate dal «lockdown»; le scelte più efficaci per la ripresa; i progetti per il dopo.

Il primo a rispondere è Sergio Bommarito, presidente del Gruppo Fire, società della gestione del credito, per il quale «non serve assistenzialismo, ma supporto reale alle imprese, soprattutto alle piccole. E, in merito, urge semplificazione. Maggiore fiducia nei confronti degli italiani, rafforzamento di controlli e pene a valle. Recuperare eventualmente a posteriori è di sicuro più difficile, ma rischiamo di più non ripartendo. Ci auto definiamo dei furbetti e quindi, quando si parla di fondi, si teme sempre che vadano in mani sbagliate. Ma «sovranormando» e rendendo difficile accedere ai benefici promessi non si sta dando il forte sostegno sperato di liquidità, che senza dubbio serve. Il rubinetto è tuttora chiuso. Ritengo poi sia necessario sbloccare i pagamenti delle pubbliche amministrazioni, defiscalizzare gli oneri sociali dei dipendenti delle piccole imprese, compensare il fatturato degli esercenti con meno di 100 mila euro di ricavi annui che hanno avuto uno stop, rivitalizzare i cantieri e investire in infrastrutture. Non solo per nutrire il relativo indotto ma anche, soprattutto al Sud, per favorire l’attività delle aziende. Ho più volte sottolineato quanto il gap infrastrutturale ci penalizzi. Una pesante zavorra dalla quale le imprese siciliane meritano di essere liberate e questa ripartenza di sistema è un’occasione da non perdere». Per quanto concerne le misure utili per agevolare la ripresa dopo la fine dell’emergenza, Bommarito ritiene che, per far ripartire il Paese, «serva stimolare la domanda, salvaguardando il reddito e la liquidità e quindi la capacità di spesa, ma anche agevolare la distribuzione e la fruizione di prossimità di prodotti e servizi. Non solo e-commerce dunque, che pure ha garantito la sopravvivenza o lo sviluppo di molte aziende “sagge” in questo periodo. Il distanziamento sociale caratterizzerà le nostre vite ancora per molto e quindi dovremo utilizzare tutte le potenzialità del digital (e per questo fattore abilitante è la banda larga, la cui diffusione al Sud non è ancora abbastanza capillare). Dobbiamo evolvere i nostri modelli di business in chiave digitale e di maggiore sostenibilità e di questa “forzatura”, in merito, potremo solo beneficiare». Sui progetti del Gruppo Fire per il dopo, Bommarito è fiero di avere gestito «efficacemente gli impatti operativi del Covid-19 assicurando continuità a clienti e risorse. E stato possibile grazie agli investimenti costanti per rendere infrastruttura e organizzazione snelle e tecnologicamente avanzate. Continueremo a essere “agili” anche nel post, il che non significa necessariamente o solo smart working, ma un modo di operare adattivo. Svolgiamo un ruolo chiave per l’equilibrio della filiera del credito e, sebbene lo scenario possa far prevedere facilmente un calo dei recuperi, in realtà è il focus rispetto al ruolo, al credit management stesso che deve cambiare. Oggi stiamo offrendo ai nostri clienti soluzioni nuove, che si evolvono all’evolversi del contesto. C’è una forte necessità di consulenza esperta al cliente in difficoltà di pagamento, di soluzioni digitali e di supporto alle banche, che svolgeranno nei prossimi mesi un importante ruolo sociale e di sostegno all’economia». Secondo a rispondere è Paolo Pandolfi, generai manager Area Territoriale Sud e Sicilia di Banca Monte dei Paschi di Siena: «Abbiamo tempestivamente messo in atto una serie di misure per poter sostenere i clienti, sia imprese che famiglie, nonché recepito immediatamente le disposizioni legislative e aderito ai provvedimenti dell’Abi. In Sicilia abbiamo ricevuto, al momento, circa 6.700 domande di sospensione delle rate dei finanziamenti e oltre 1.000 richieste relative al Decreto Liquidità, alcune delle quali sono già state erogate alle aziende siciliane. Per sostenere le imprese, Mps ha messo subito a disposizione, inoltre, un plafond da 5 miliardi di euro attraverso un pacchetto di misure straordinarie che prevede tre diverse e specifiche misure: la sospensione delle rate o l’ allungamento della durata dei finanziamenti, la proroga delle scadenze degli anticipi e un finanziamento specifico denominato Mps Ripartiamo». E proprio Mps Ripartiamo è lo strumento con cui il secolare istituto senese vuole supportare le aziende nella fase di ripresa dopo la fine dell’emergenza. «Grazie a questo prodotto», spiega Pandolfi, «in Sicilia abbiamo ricevuto, fino a ora, circa 450 richieste da parte di imprese che non rientrano nei parametri del decreto Liquidità e oltre 600 domande di liquidità aggiuntiva rispetto alle misure previste dal decreto stesso. Si tratta di finanziamenti a medio e lungo termine con erogazioni in tranche e preammortamento di un anno, che le imprese possono usare, a esempio, per fare investimenti in sicurezza e programmare la riapertura». Quanto ai progetti di Monte Paschi per il dopo, «la banca continuerà ad agire nel rispetto delle regole e faremo tutto il possibile per garantire il miglior servizio possibile. In questo momento è ancora difficile prevedere il futuro, sicuramente l’innovazione e la sostenibilità avranno un peso considerevole. Il digital banking e le nostre app hanno espresso le loro potenzialità, lo smart working in Mps ha raggiunto picchi di utilizzo dell’85% senza disservizi e anche progetti come OfficinaMps, il nostro laboratorio sull’innovazione, risulteranno di fondamentale importanza per rinnovare il concetto tradizionale di banca e renderci più vicini alle esigenze, anche trasversali, dei clienti».

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